Fotografo seriale

Abbiamo più volte visto come la fotografia sia una forma di linguaggio e possa essere utilizzata per inviare messaggi o raccontare storie. Possiamo riferirci alle singole foto, le rappresentazioni degli istanti decisivi tanto cari a Henri Cartier-Bresson oppure alla Narrative photogrpahy di personaggi della fotografia come Jeff Wall e Mac Adams, ma più in generale è possibile creare serie di immagini, non solo per raccontare una storia. Più in generale, potremmo aver bisogno di organizzare una serie di fotografie, per allestire il nostro portfolio, per un reportage o anche solo per gusto personale.

Le serie nascono di solito in due modi, molto diversi tra loro, ma non per questo inconciliabili. Potrebbe capitarci un giorno di scattare una foto all’apparenza unica, ma che, per qualche motivo, ci ricorda un’altra o altre foto che avete scattato in passato. Potremmo addirittura non ricordare di quella foto, ma di ritrovarla mentre mettiamo a posto il vostro archivio. In questo modo nasce una serie spontanea. Se invece abbiamo in mente un progetto, che richiede più foto con una qualche connessione tra loro, ecco che ciò che stiamo progettando è, per l’appunto, una serie. Ovviamente nulla vieta che un fotografo possa trovare nel suo archivio alcune foto adatte a una serie e possa pianificare di estenderla con altre foto ad hoc, adottando quindi una via di mezzo.

Fontana luminosa, L'Aquila
Mi trovavo a L’Aquila per lavoro e, avendo la serata libera, ho deciso di fare una passeggiata in centro con macchina fotografica al seguito. Basta questo per una piccola serie fotografica

Sia che vogliamo far pubblicare un nostro articolo, partecipare a un concorso o raccontare una nostra esperienza, dovremo creare una serie omogenea, complessa, coerente, mai banale o ripetitiva. Curiamo la pulizia delle immagini, decidendo se vogliamo isolare un soggetto nel suo contesto o vogliamo racchiudere in una sola immagine un gruppo di soggetti, purché la composizione complessiva risulti armoniosa e funzionale.

Premiazione Coppa Italia Giovanile di Boxe 2019
In una serie sportiva non mancheranno immagini più caotiche, ma necessarie

L’originalità è un requisito fondamentale, ma stiamo attenti a non incorrere in un errore grossolano. Una serie non denota originalità solo se realizzata in una località esotica. In fondo, viviamo in un’epoca in cui il nostro lavoro può raggiungere facilmente ogni angolo del pianeta e non c’è rimasto più molto di veramente esotico, senza contare che ciò che lo è per noi può non esserlo per il nostro pubblico. L’importante è scendere in strada o comunque recarsi sul posto, con uno sguardo neutro, da straniero, senza pregiudizi. Tendiamo a sottovalutare ciò che abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi.

Stanza d'albergo
Quando viaggiate, osservate mai la vostra stanza d’albergo?

E allora variare non il contesto, ma il nostro sguardo. Cominciamo a cercare punti di vista diversi, il che non significa solo alzarsi, abbassarsi e girare intorno al soggetto, ma anche cambiare attrezzatura, avvicinarsi e allontanarsi anche e soprattutto tramite focali e obiettivi diversi. Qualsiasi cosa ci aiuti a cambiare il nostro sguardo, adattandolo alle circostanze e al nostro fine.

Il Forte spagnolo, L'Aquila
Un grandangolo può cambiare la prospettiva in modo sorprendente

Infine, non trascuriamo la post-produzione. Personalmente, preferisco scattare fotografie tenendo come assunto base che non sia possibile modificarle in seguito, ma ciò solo per risparmiare lavoro in seguito. Non disdegnamo, dunque di ritoccare le vostre immagini, ma con criterio. Badiamo, soprattutto, di non ridurre la somiglianza delle fotografie, quantomeno in quei tratti che ne rendono la serialità, con interventi di post-produzione difformi.

Manlio gioca a palla
Ho escluso questa immagine dalla presentazione in testa all’articolo, perché sarebbe stata l’unica in bianco e nero

Ciò che stiamo facendo è una selezione, quindi saremo selettivi. Una serie non consiste in una raffica di immagini senza un progetto preciso, ma solo una vaga idea. Per esempio, alla base della serialità può esserci uno studio sulla variazione di luce su un dato soggetto: ciò non significa scattare foto a caso a un soggetto a diverse ore del giorno. Oppure potremmo voler realizzare una serie che racconti il lavoro di un artigiano: in questo caso, più che foto in posa del soggetto (una a corredo della serie, può comunque essere una valida idea), sarebbe opportuno coglierne varie immagini nel pieno della sua attività.

Fabrizio a una firma copie
Per cogliere l’essenza di un disegnatore, occorre ritrarlo nell’atto di disegnare o almeno tra i suoi disegni

Per quanto riguarda questo ultimo esempio, abituiamoci a renderci invisibili. Stabilire una relazione di confidenza con i soggetti è sempre un’ottima strategia per ottenere buoni scatti e collaborazione, ma assicuriamoci, quando scattiamo, di influire il meno possibile sulla storia che stiamo raccontando. Banalmente, un documentario in cui tutti i soggetti guardano in macchina risulterà molto poco realistico.

Uno scatto rubato difficilmente risulterà poco realistico

Come poco realistico può risultare un documentario in bianco e nero, al giorno d’oggi (per esempio, dubito che il National Geographic accetterebbe il nostro reportage in bianco e nero), senza considerare che il colore potrebbe essere il motivo della serie. Valutiamo, dunque se optare per la monocromia o meno, per il nostro lavoro. Tutto fa gioco, per ottenere qualcosa di insolito o originale, ma attenti a non scivolare nel grottesco.

Scarpe appese al filo della corrente a Cineto Romano
Una scena abbastanza insolita, se non siete fan della serie “Better call Saul

Studiamo bene il soggetto e il contesto, prepariamoci accuratamente, cerchiamo altre immagini esistenti simili a quelle che vogliamo ottenere e valutiamo ogni aspetto. Stiamo raccontando una storia? Forse abbiamo bisogno di conferire dinamicità alla serie, cogliendone i movimenti. E con questo non intendo solo tempi lunghi o panning, ma anche tempi brevi focalizzati sulle fasi incoative, durative o terminative dei movimenti stessi.

Cordelia gioca a palla
La piccola Cordelia avanza palla al piede. Un movimento (quasi) congelato, ma ben evidente

In ogni caso, stabiliamo a priori come raggruppare le nostre immagini: sarà questo in definitiva a determinare tutti gli aspetti appena esposti. La serie può essere intesa come una successione di soggetti analoghi o di diversi soggetti in un contesto singolo o quantomeno in contesti simili, come la “Parigi sconosciuta” di Eugene Atget. Potremmo considerare una serie basata sull’impiego di una particolare tecnica o serie di tecniche, come fece Man Ray con i suoi rayogrammi. E se non proprio le tecniche, almeno la resa finale, come l’esaltazione di linee e trame, come nelle celebri ripetizioni di Andy Warhol, quindi anche effetti ottenuti con alterazioni e post-produzione. Infine, non trascuriamo la successione logica temporale, come motivo della nostra serie, come le foto di Dorothea Lange per documentare gli effetti della Grande Depressione sulle campagne americane.

Color-Kira
Una serie con lo stesso soggetto e diversi colori

11 pensieri riguardo “Fotografo seriale

  1. molti di questi consigli li metto già in pratica, è sempre molto bello leggere articoli legati al mondo della fotografia, per questo ti seguo sempre con gran piacere. Ben ritrovato, Buon Anno! 🙂

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