Definire una serie

Una serie non è una semplice successione di foto, ma un progetto organico e ben definito, basato su un’idea di base precisa da sviluppare. Può essere, come abbiamo visto, progettata in partenza o realizzata a posteriori selezionando scatti dal nostro archivio, ma sempre con criterio. Vediamo, dunque, cosa definisce una serie.

Ofelia prende il Sole
Ogni tanto scendo in giardino e scatto delle foto ai gatti che vi abitano: non è abbastanza per definirla una serie

Innanzitutto, partiamo dal paradosso del sorite: prendiamo un mucchio di sabbia, togliamo un granello e chiediamoci se è ancora un mucchio e, soprattutto, continuando a togliere granelli, quando cessa di essere un mucchio? Stessa cosa potremmo dire delle serie fotografiche: quante immagini servono per fare una serie? Non c’è un minimo o un massimo. Solitamente due o tre foto in successione non sono considerate una serie, quanto piuttosto una coppia o un trio, quindi ci si aspetterebbe che una serie consti di almeno quattro foto, ma è del tutto opinabile. Qualcuno potrebbe obiettare che con meno di una decina di foto è impossibile narrare una storia, ma, a parte che non è vero (per esempio, considerate cosa è stato capace di fare Mac Adams con un tostapane e un paio di fotografie), non è neanche detto che una serie debba raccontare una storia.

Isso, essa e 'o malamente
Può bastare una foto a raccontare una storia, vera o falsa che sia

Per quanto riguarda il numero massimo, anche qui non c’è un limite prefissato, ma delle buone norme per evitare di annoiare il pubblico. L’indicazione generale più valida in assoluto è di evitare la ripetizione: se un’immagine ricalca troppo un’altra già presente togliamola o valutiamo se inserirla in sostituzione dell’altra, se è migliore. Se poi stiamo raccontando una storia, probabilmente ciò di cui abbiamo bisogno è di un’immagine per ogniepisodio“. Ricordiamo la struttura narrativa delle fiabe? Manipolazione o contratto, competenza, performanza e sanzione: in generale, avremo bisogno di alcune immagini che rappresentino lo stato iniziale, poi quelle relative a un’eventuale alterazione di questo stato, poi quelle che raccontano la reazione e infine quelle del nuovo status quo. Probabilmente, raccoglieremo più immagini di quelle che servono/stufano in una serie di fiori.

Garofano in vaso
Di serie sui fiori è pieno il mondo, quindi cerchiamo di scegliere un criterio particolare per i nostri scatti

E, se proprio di narrazione si tratta, dobbiamo anche stabilire che tipo di narrazione vogliamo realizzare. Un reportage dovrebbe raccontare una storia vera e può essere realizzato anche da più autori con stili diversi. Ciò significa mettere in rapporto tra loro immagini anche differenti e in alcuni casi “riscrivere” una parte di realtà, non presentando nell’ordine in cui sono state scattate tutte le immagini, a patto di non modificare in questo modo la storia. Probabilmente sarà un serivizio che riguarda un tempo e un luogo limitati, ma non necessariamente. Basti pensare alla serie sulle sorelle Brown realizzata da Nicholas Nixon nell’arco di quaranta anni.

Tempus fugit
Siamo sempre affascinati dallo scorrere del tempo

Una narrazione di pura fantasia, come un fotoromanzo, non ci vincola in alcun modo alla realtà e possiamo inserire tutti gli scatti che vogliamo, realizzati nei tempi che preferiamo. Anche nel cinema e nella televisione le scene non sono mai girate nell’ordine in cui saranno montate. In questo caso, però, occorre avere un piano ancor meglio definito, basato sulla trama: non possiamo recarci sul posto e documentare quello che ci capita davanti agli occhi. D’altro canto, avremo il vantaggio di non dover sperare di trovare l’immagne che cerchiamo, perché la costruiremo di volta in volta.

Cronaca di una vittoria
Potremo voler celebrare il nostro primo centro a freccette con una serie fotografica: che importa che sia solo una ricostruzione a posteriori, se quel centro l’abbiamo fatto davvero?

Bisogna anche tener conto del mezzo con cui vogliamo distribuire la nostra serie. Se abbiamo intenzione di realizzare una mostra, per esempio, dobbiamo tenere a mente lo spazio disponibile per l’esposizione. Se vogliamo realizzare una presentazione, considerando circa cinque secondi a immagine, non supererei la trentina di fotografie: difficilmente il nostro spettatore sarà disposto a subire passivamente il nostro lavoro per più di tre minuti. Se invece ciò che vogliamo realizzare è un libro, allora non c’è un vero e proprio limite (a parte il budget), ma un libro troppo voluminoso può essere noioso e forse vale la pena quantomeno suddividerlo in sottoserie. Basti pensare che le due pagine contigue possono costituire una mini-serie all’interno del libro, giustapponendo due immagini con il criterio del campo/controcampo o veduta d’insieme/primo piano o altro. L’importante è che la mini-serie di due foto non sia dovuta all’indecisione su quale delle due immagini scegliere, con conseguente inserimento di entrambi gli scatti nella serie.

Non saper scegliere se una foto è meglio in bianco e nero o a colori non è un buon motivo per metterle entrambe in una serie

In ogni caso, non subordiniamo mai la qualità alla quantità: tre, cinque o anche dieci immagini mediocri non ne valgono una buona! Le singole immagini della serie devono essere dal punto di vista formale esattamente come ciascuna altra immagine a sè stante. L’inserimento di una fotografia in una serie deve esaltarne il valore nella misura in cui esso entra in risonanza con il valore delle altre immagini, ma, se il singolo scatto non ha valore, non avrà neanche alcuna risonanza all’interno della serie.

Forte Spagnolo, L'Aquila
Non è facile includere in un solo scatto un edificio imponente come il Forte spagnolo a L’Aquila. Valutiamo la possibilità di realizzare una piccola serie di scatti, a patto che ognuno dia qualcosa in più all’insieme complessivo

Infine, poniamoci dei limiti personali, per evitare che la nostra serie diventi la tela di Penelope. Anche Diane Arbus, nella sua serie sui gemelli (ripresa in parte nel film “Shining“, con le due gemelline) probabilmente avrebbe voluto continuare all’infinito, ma, fortunatamente per lei, non fu così e potè dedicarsi ad altri progetti. Potremmo perfino portare avanti una serie di lunga durata nel mezzo di altri lavori, ma è comunque importante portare un progetto a compimento, anche per evitare di aggiungere immagini inutili da un certo punto in poi e non raggiungere alcun risultato apprezzabile.

Treno turistico in centro a L'Aquila
Poniamo sempre un limite alla lunghezza delle nostre serie

8 pensieri riguardo “Definire una serie

  1. come sempre interessante anche questo articolo, io di solito nelle mie narrazioni di viaggio scatto foto di paesaggio legate al cammino stesso della persona, ovvero cerco di trasmettere attraverso una serie di fotografie il viaggio virtuale di un soggetto, in questo caso io, unendo riflessioni, poesie, e dati turistici….

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