Oltre la Regola dei Terzi

La composizione è forse la parte più divertente della fotografia, quella che vi consente di dare un tocco più personale all’immagine, che vi obbliga a “reinventare” una scena che avete visto mille volte e che è sotto gli occhi di tutti, che vi mette a disposizione delle regole di cui potete benissimo infischiarvi allegramente. La più nota, la più (ab)usata, la più semplice di queste è la Regola dei Terzi, che vi ho illustrato in linea generale e che ho applicato alle fotografie feline, per ben due volte. In effetti, è abbastanza probabile che vi abbia stancato, ma, proprio per la sua semplicità ed efficacia, non è facile farne a meno. Vediamo allora di approfondire un po’ il discorso e studiare qualche piccola variazione che ci consenta di ravvivare un po’ la composizione delle nostre immagini e allenare i nostri occhi.

Terzi
La regola nella sua forma più semplice, con i soggetti disposti sugli assi che suddividono l’inquadratura in nove riquadri di uguali dimensioni

Ribaltamento

Considerate ora un rettangolo come la sovrapposizione di due quadrati, il cui lato è lungo esattamente come il lato corto del rettangolo. Per ottenere questi due quadrati, basta ribaltare tale lato corto su quello più lungo e poi di nuovo perpendicolarmente a esso, ripetendo l’operazione anche per l’altro lato più piccolo. Esattamente come accade per i terzi, potete disporre i vostri soggetti sul bordo di questi quadrati o esattamente al centro di essi, per aumentarne il peso visivo.

Ribaltamento
In questa foto tutto il peso dell’immagine è spostato nel quadrato a destra del frame, che è incorniciato sul lato sinistro dal pugile di spalle e contiene interamente il pugile di fronte

Sezione aurea

Restando nel campo della geometria, non possiamo non citare la Sezione aurea, detta anche Proporzione aurea o divina. Nota già agli antichi greci, essa consiste nella parte di segmento medio proporzionale tra tutto il segmento e la parte restante (per chi fosse interessato a un’approfondimento matematico più rigoroso, comunque interessante, consiglio di consultare Wikipedia).

Se volete dilettarvi con la sezione aurea, potete provare due strade: la prima consiste nel suddividere l’inquadratura non in terzi, ma in sezioni auree e disporre gli elementi di peso dell’immagine sulle linee di demarcazione delle varie aree; la seconda consiste nel mantenere rapporti e distanze tra gli elementi in sezione aurea (come, per esempio, fa la Apple con il suo logo). Ma, in realtà, esistono delle varianti ancora più interessanti.

Sezione aurea
Gli occhi e il naso di Kira sono disposti più o meno sui punti di intersezione aurea dell’immagine e si trovano a distanze in rapporto aureo tra loro

Spirale aurea

La spirale aurea o logaritmica (anche qui vi consiglio di spendere qualche minuto per una spiegazione più rigorosa su Wikipedia) è quella che cresce seguendo il ritmo della sezione aurea. Anch’essa è molto diffusa in natura ed è facilmente riconoscibile dall’occhio umano, pertanto, se riuscite a ricrearne una con la composizione dell’immagine, avete fatto tombola!

Spirale aurea
Il castello di Rocca Calascio, dalle spalle della collina su cui sorge, si viene a trovare proprio al centro della spirale, mentre le chiome degli alberi sottostanti ne richiamano la curva

Triangolo aureo

Sappiamo che in fotografia le diagonali sono un altro potente strumento per conferire dinamicità allo scatto e fornire una direttrice di lettura. Possiamo inoltre renderle ancora più efficaci, potenziandole con la divina proporzione e ottenendo dei triangoli aurei. Per fare ciò, scegliete una delle due diagonali e tracciatela (virtualmente) sulla vostra inquadratura. Dopodiché, partendo da ciascuno degli angoli che non ne sono toccati, tracciate una linea che si inserisce perpendicolarmente alla diagonale stessa. Ciò che avete ottenuto è un’immagine suddivisa in quattro triangoli. Usateli (entrambi o solo uno dei due) per disporre su di essi o incorniciare con essi gli elementi sulla scena.

Triangolo Aureo
In questa foto, ho disposto la vegetazione nei due triangoli laterali più piccoli (anche se non perfettamente in quello a sinistra), i miei amici e la strada in quello principale, più grande in basso, e ho lasciato il cielo in quello restante

Rettangolo aureo

Ovviamente al repertorio non poteva mancare il rettangolo aureo, la più semplice delle figure da costruire con i lati in proporzione. Certo, calcolare un riquadro in rapporto 1:1,6180 può essere leggermente complicato, ma in fin dei conti non dovete per forza essere così precisi e potete accontentarvi di un semplice 8:5, che peraltro si avvicina moltissimo a un 16:9, molto più semplice da gestire, sia per le visualizzazioni a schermo che per la stampa: a buon intenditore

Potete quindi creare un’inquadratura delle misure nel giusto rapporto (magari ritagliando in post-produzione, se volete raggiungere la massima precisione), suddividere il riquadro più o meno come abbiamo visto per i triangoli, oppure potete inquadrare un soggetto che si inscriva più o meno fedelmente in un’immaginario rettangolo di tali proporzioni.

Quadrato aureo
Questi fiori, nella loro disposizione, ricordano più o meno un rettangolo aureo

Bisettrici

Chiudiamo la rassegna delle possibili varianti alla regola dei terzi, parlando di nuovo di linee diagonali, ma stavolta di bisettrici, ovvero di quelle linee che dividono esattamente in due un angolo. In uno scatto quadrato, queste concideranno con le diagonali, ma nei più comuni formati rettangolari, avremo quattro diverse bisettrici, che si incontreranno a coppie in due punti tendenti, ma mai esattamente posti, al centro dell’immagine.

Ormai abbiamo capito il trucco: disporre gli elementi sulle linee o sui loro punti di intersezione. Potreste anche usarle per incorniciare un soggetto, ma, dato l’intrico, l’effetto potrebbe risultare meno immediato.

Bisettrici
Con questo scatto rubato al mio amico Andrea sono stato doppiamente fortunato, perché le bisettrici degli angoli superiori si incontrano esattamente al centro dei suoi occhi, mentre quelle degli angoli bassi seguono per buona parte la linesa delle sue braccia, incrociandosi proprio nelle mani giunte

Non vi nascondo che, se la regola dei terzi è decisamente più diffusa di queste pur potenti e accattivanti tecniche di composizione, un motivo c’è: è molto più semplice da cogliere e realizzare.

Ciò che ho spiegato in questo articolo è decisamente meno intuitivo e più difficile da applicare, soprattutto quando non si ha molto tempo per progettare un set o anche solo cinque minuti per pianificare un singolo scatto. Non di rado, questo genere di risultati sono, infatti, costruiti in post-produzione, con opportuni tagli a scatti più o meno fortunati o comunque perfezionabili.

14041 - Soccer player
Se non vi divertite con le vostra macchina fotografica, presto perderete interesse e non imparerete nulla

Eppure penso che possa essere divertente e stimolante provare di tanto in tanto, con calma e pazienza, a fare quel piccolo passo in più, non dimenticando mai che stiamo coltivando una passione, non un’ossessione.

6 pensieri riguardo “Oltre la Regola dei Terzi

  1. finalmente leggo un blog che parla di fotografia, lo stesso mio linguaggio, a questo punto direi che potremo seguirci tranquillamente 😉 molto interessanti le spiegazioni del tuo post, che conoscendole già le condivido appieno.
    W la fotografia!!

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