Progetto – Tempus fugit

Continua la rassegna dei piccoli progetti che si possono improvvisare tra le mura di casa per ingannare l’ozio, distrarsi un po’ e passare il tempo. E mai come questa volta, di tempo che passa si parla.

Tutto è cominciato quando, mettendo un po’ in ordine le mie vecchie fotografie, ho trovato un portafoto che conteneva diverse mie fototessere, di vari anni, di molte delle quali non era rimasta più di una copia. Chissà perché, guardandole, mi è venuto in mente un verso delle Georgiche di Virgilio, che probabilmente ha dato origine alla locuzione “Tempus fugit“:

Ma fugge, intanto fugge, irreparabilmente il tempo
(Virgilio, Georgiche, III, 284)

DSCF4585
Il prezioso tesoro rinvenuto tra le mie vecchie fotografie, con qualche aggiunta

Come sfruttare quel piccolo tesoro? Beh, anche senza conoscere il lavoro sulle sorelle Brown di Nicholas Nixon, è abbastanza immediato pensare a un progetto che descriva il trascorrere del tempo tramite quelle foto, benché non temporalmente ben distribuite come quelle scattate dal fotografo americano a sua moglie e alle sue sorelle per ben 40 anni. Anzi, il primo problema era proprio il fatto che la più recente risale al 2008, più di dieci anni fa. Da allora, però, ho realizzato diversi autoritratti, un paio dei quali ho usato come fototessera digitale, uno del 2015 e uno del 2018. Direi che possono andar bene. Le ho ridimensionate e ritagliate a dimensione di una fototessera standard e le ho incollate in un file adatto alla stampa in formato 10×15, stampa che ho eseguito personalmente sulla mia Canon Selphy a sublimazione.

Tempus fugit
Il file per la stampa

Realizzata la stampa, l’ho ovviamente ritagliata in modo da avere le due fototessere che mi mancavano, ma ancora non avevo tutto ciò che mi serviva. All’inizio avevo pensato di prendere il mio panno di velluto nero, quello che uso per lo still life, e disporre le foto in ordine di tempo, ma lo scatto ne sarebbe risultato decisamente banale. Ho pensato poi a ciò che dice sempre il Doctor Who, cioè che il tempo non è lineare, ma più un groviglio e per questo volevo rappresentare il mio tempo con un percorso non lineare, che rappresentasse anche la diversa scansione temporale degli scatti. Dopo la prima idea di una linea curva, contorta, piena di ghirigori, ho pensato a un più sofisticato labirinto e, cercando in Rete, ho trovato la seguente immagine, classificata come liberamente utilizzabile, anche con modifiche:

Hand_made_dense_labyrinth
Il labirinto che ho scelto per rappresentare l’ingarbugliato scorrere del tempo

Ho trovato subito quest’immagine perfetta, perché, non essendo il solito labirinto squadrato da settimana enigmistica, rappresenta esattamente quel groviglio di scelte che mi hanno portato a oggi, pieno di bivi, di strade doppie  e piccole e grandi possibilità che hanno fatto di me ciò che sono ora, come la decisione, presa più per noi e curiosità che altro, di frequentare il primo corso di fotografia.

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Ho applicato all’immagine qualche piccola miglioria in post-produzione, la desaturazione e il logo

A questo punto, ho stampato questa immagine su un normalissimo foglio A4, l’ho steso sopra il panno nero ed ho disposto le fototessere su di esso, mettendo la più vecchia sul punto di partenza, contrassegnato dall’omino blu, e la più recente sul punto di uscita, indicato dalla freccia blu. Per l’inquadratura ho scelto una focale 50mm, simile per prospettiva all’occhio umano, per limitare le distorsioni prospettiche. Il difficile, senza l’attrezzatura adeguata, è stato allineare perfettamente il piano di fuoco all’immagine, ma dopo qualche tentativo sono riuscito a ottenere un allineamento sufficiente al mio scopo. Terminati i preparativi, ho scattato, lasciando un po’ di bordo nero che incorniciasse il labirinto.

DSCF4592
Sed fugit interea fugit irreparabile tempus

Infine, lo sviluppo del file RAW. Ho scelto il bianco e nero, perché meglio si presta al ricordo e al passato. Provate anche voi, con le vostre vecchie fotografie a realizzare qualche progetto interessante: si ci può divertire con molto poco.

Un pensiero riguardo “Progetto – Tempus fugit

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