Attrezzature per fotografia sportiva – Parte 1

La fotografia non può prescindere dall’attrezzatura fotografica e quella per le attività sportive può rivelarsi decisamente costosa. Non escludete la possibilità di affittare gli elementi più costosi, come un super-teleobiettivo, ma, per cominciare, potete anche ridurre le pretese.

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Fotocamera full frame e zoom 70-200mm f/2.8: un’ottima accoppiata per la fotografia sportiva

Fotocamera

Nella fotografia sportiva un sistema a pentaprisma (reflex) è ancora il meglio che potete scegliere. Il comparto mirrorless sta facendo passi da gigante, soprattutto ora che due colossi come Nikon e Canon si sono lanciati nel settore, ma per il momento sceglierei comunque un buon vecchio sistema a specchio invece di uno a mirino elettronico: apparecchi robusti, ben collaudati ed estremamente versatili, sebbene ingombranti e costosi.

Nella fotografia sportiva, il principale cruccio è la velocità, quindi è meglio scegliere un apparecchio che consenta di scattare in rapida successione, in modo da poter catturare una rapida sequenza di scatti per poi scegliere il migliore. Ciò dipende da due fattori.

Il primo è il massimo numero di fotogrammi al secondo (FPS, frames per second) che la macchina riesce a scattare. Una macchina economica dovrebbe garantire 2-3 FPS, mentre una più costosa 5.

Il secondo fattore è il buffer di memoria in cui le foto sono immagazzinate in attesa di essere scritte sulla memoria di massa. Tale buffer può contenere decine di foto in formato JPEG, ma magari solo una dozzina in formato RAW, il che può limitarne l’utilizzo. Per ovviare a un simile inconveniente, però, si può investire qualche euro in più nell’acquisto di schede di memoria con maggiore velocità, che permettano di svuotare rapidamente il buffer.

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Per fotografare una mischia, avrete necessità di scattare in rapida successione, per poi scegliere le foto migliori

Ultimo, ma non certo meno importante, il sensore. Un sensore più grande, come il full-frame, permetterà di scattare fotografie con sensibilità ISO alta, riducendo il rumore digitale sulle immagini ottenute, il che è un’ottima cosa, se ci dedichiamo agli sport indoor con scarsa illuminazione, come il pugilato. D’altra parte un sensore più piccolo permette, grazie al fattore di crop, di estendere la lunghezza focale dei vostri obiettivi. Per esempio, per scattare all’aperto, come a una gara di equitazione, vi troverete a grande distanza, quindi un sensore APS-C, con un fattore di crop di 1,5, trasformerà un normale 70-200mm in un 105-300mm, avvicinando il soggetto, che sarà comunque, auspicabilmente, ben illuminato dal Sole.

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Il sensore APS-C della mia vecchia D90 garantisce un fattore di crop che aumenta la portata dei miei obiettivi

Obiettivi

Lo sport è un mondo talmente vasto da richiedere ottiche molto diverse tra loro, in base alle varie situazioni che si vanno ad affrontare. L’importante è scegliere ottiche di buona qualità.

Un buon obiettivo deve essere robusto e fatto di materiali resistenti, meglio metallo che plastica, di conseguenza sarà più pesante, anche perché un buon obiettivo ha un gran numero di lenti al suo interno, un sistema di stabilizzazione che riduce il mosso non voluto (ma rallenta lo scatto, quindi potrebbe non essere apprezzato in alcuni contesti) e un buon motore autofocus, possibilmente a ultrasuoni (piezoelettrico), veloce e affidabile. Meglio ancora se la messa a fuoco è interna, cioè non modifica la lunghezza complessiva dell’obiettivo, perché più rapida ed efficiente.

Non trascurate l’apertura massima, che rende l’obiettivo più luminoso (o veloce), ma incide molto sul prezzo. Un buono zoom f/2.8 costerà molto, ma in alcuni contesti è fondamentale, oltre a garantire un buon bokeh, se le lamelle del diaframma sono fatte con criterio (9 lamelle arrotondate sono un buon assetto). Considerate che un obiettivo luminoso, rende più efficiente anche l’autofocus, garantendo immagini con maggiore contrasto, più facili da valutare, ma nella fotografia sportiva difficilmente potrete usare un 300mm a f/2.8, perché la ridotta profondità di campo produrrebbe fotografie troppo morbide, sfumate, non adatte alla cronaca sportiva.

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Un 24-70mm è considerato uno standard nella fotografia sportiva

Verificate poi che l’obiettivo scelto non presenti difetti (o ne presenti di minimi) come vignettatura, aberrazione cromatica e distorsioni a cuscinetto o a barilotto: in generale valutatene bene la risoluzione, tanto verificando dati tecnici come la risolvenza, quanto leggendo recensioni di utenti che li hanno provati, soprattutto se mostrano delle foto di esempio.

46858813811_374e6ffa03_oPer quanto riguarda le lunghezze focali, sappiamo che su formato full-frame il 50mm è considerato un obiettivo normale, cioè con una resa prospettica simile all’occhio umano, mentre su APS-C tale resa è del 35mm, sebbene abbiano un angolo di campo di soli 46°, rispetto ai 112° della nostra visuale. In realtà molti fotografi sportivi considerano normali le focali comprese tra i 24mm e i 70mm e per questo definiscono il comune 24-70mm “zoom normale” o “zoom standard”. A livello operativo, ciò non ha alcun peso: è più che altro una questione di convenzioni tra fotografi, di linguaggio comune tra professionisti.

Questo tipo di zoom sono un ottimo punto di partenza, soprattutto se accompagnati da un buon 70-200mm, entrambi con tutte le caratteristiche descritte precedentemente. Un fotografo amatoriale potrebbe non avere bisogno d’altro per la sua fotografia. Nello sport, però, spesso sono richieste delle focali più estreme, sia grandangoli che teleobiettivi, e in tali estremi è sempre meglio scegliere un’ottica fissa, sebbene la tecnica stia facendo passi avanti anche in questo ambito.

Comunque sia, nel caso di un’ottica grandangolare estrema, come un 12-24mm, diventa ancora più importante valutare le distorsioni e la nitidezza ai bordi dell’immagine, dato che questi obiettivi sono usati per includere nella scena il maggior numero di elementi possibile. D’altra parte, data la grande profondità di campo, si può risparmiare sull’autofocus, che non deve per forza essere efficientissimo.

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Un 70-200mm f/2.8 garantisce buona profondità di campo da una distanza sufficiente

I teleobiettivi sono di più largo uso nelle discipline sportive, tanto che alcune case costruttrici producono dei super-teleobiettivi denominati “sport”, appositamente progettati per tali scopi. Un buono zoom 70-200mm f/2.8, come dicevo, è un’ottima base di partenza che permette di lavorare bene sulle medie distanze e garantisce una buona qualità di immagine, permettendo di avvicinare i soggetti e comprimerli nello spazio, ma non di rado potreste avere bisogno di un teleobiettivo lungo (superiore ai 200mm) o super (superiore ai 400mm).

Esistono ottiche economiche per principianti, ma non hanno le caratteristiche adatte alla fotografia sportiva: potete provare e verificare voi stessi il risultato se ne avete uno. Meglio investire in un’ottica standard meno costosa, come il 70-200mm f/4, scattare un’inquadratura più ampia e poi ritagliare in post-produzione (cosa che conviene comunque a un principiante, che stringendo troppo il frame, rischia, per inesperienza, di tagliare il soggetto eccessivamente).

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Non trascurate l’effetto di “immersione” nell’immagine che può dare un obiettivo grandangolare

Non trascurate il mercato dell’usato, in cui bisogna muoversi con cautela, ma si possono trovare buone attrezzature e quello dei produttori secondari. Io, per esempio, per il mio corredo ho optato per un Sigma 70-200mm f/2.8 HSM, al costo di circa la metà dell’originale Nikon. Altrimenti si può optare per una meno versatile, ma comunque ottima, ottica fissa, come il 300mm f/4 o il 400mm f/5.6. Verificate solo che lenti così lunghe abbiano la correzione apocromatica (indicata da una sigla specifica, come APO sulle ottiche Sigma).

Se si sceglie una lente top di gamma, come un 400mm f/4 o un 500mm, sappiate che andrete incontro a spese dell’ordine delle decine di migliaia di euro e che nell’usato occorre stare attenti all’acquisto di ottiche il cui uso prolungato può averne intaccato l’efficienza. Recentemente la Nikon ha anche realizzato un 500mm con elementi ottici Phase Fresnel che ne rendono il peso e il costo decisamente più abbordabili, ma comunque alti.

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Un 70-300mm è un’alternativa economica (e poco luminosa) a un 70-200mm

Sempre orientandosi verso il risparmio, si può valutare la possibilità di montare sulla nostra macchina fotografica un moltiplicatore di focale, tenendo presente che solitamente la qualità dello scatto degrada, soprattutto se l’obiettivo non ha di per sé una buona risoluzione. Un teleconverter Kenko 2X, per esempio, vi permette di trasformare il vostro 70-200mm f/2.8 in un 140-400mm f/5.6: raddoppiando la focale, perderete, insomma 2 stop di luminosità, il che potrebbe anche non essere un problema all’aperto, dove è più probabile che abbiate bisogno di tali lunghezze focali, ma tenete sempre a mente che tale scarsa luminosità può compromettere seriamente l’autofocus, rendendolo lento e impreciso.

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Senza un obiettivo luminoso, sarete costretti a sacrificare la nitidezza dell’immagine per l’esposizione

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