Il tempo per un fotografo

Il tempo è la quarta dimensione del mondo in cui viviamo, l’unica in cui riusciamo a muoverci in un solo verso (solo in avanti), per cui tutto ciò che è passato rischia di essere perso per sempre. La fotografia deve il suo forte impatto e la sua grande diffusione proprio al fatto che permette (o almeno ci prova) di conservare momenti passati.

C’è poi da considerare il tempo come elemento artistico e compositivo, aspetti di cui ho già avuto modo di parlare, oltre che nel mio manuale, anche in un apposito articolo di approfondimento.

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Fu necessario uno scatto da centometrista, con tutta l’attrezzatura addosso, per non perdere questa foto

Inoltre, tralasciando questi aspetti filosofici, dobbiamo considerare quelli più prosaici del tempo come risorsa economica: un fotografo vende (come molti altri professionisti) il suo tempo, non solo quello sul set, ma anche quello necessario alla preparazione e alla post-produzione, senza trascurare tutto quello che ha speso per la sua formazione. Un bravo fotografo non si limita a premere un tasto, ma sa come, quando e perché premerlo.

Molti fotografi all’inizio della loro carriera si sentono proporre di fare un lavoro in cambio di visibilità e molto spesso chi lo propone non è il direttore di una grande rivista di moda, quindi il più delle volte il gioco non vale la candela. Il vostro tempo è forse l’unica risorsa che non potrete recuperare mai, quindi abbiatene cura.

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Nel caso di lughi pubblici e soggetti non riconoscibili, questi non potranno avanzare diritti sulle immagini

Tuttavia nel settore fotografico, proprio per dare spinta agli esordienti, non solo dietro la macchina fotografica, ma anche davanti (modelli) e di lato (truccatori, parrucchieri, costumisti, tecnici, ecc.) si è sviluppata una forma di collaborazione nota come “Time For“, letteralmente “Tempo Per”, o più semplicemente TF.

Di solito è declinata in due possibili forme, TFCD, cioè time for CD, in cui il fotografo si impegna a fornire un CD con tutti gli scatti realizzati, o TFP, cioè time for print, in cui si forniscono direttamente le stampe delle foto.

Occorre ricordare che nella fotografia i diritti sull’immagine sono, a meno di specifici accordi, equamente divisi tra il fotografo e il soggetto ripreso (o suo legale rappresentante): in caso di pubblicazione, c’è bisogno del consenso di entrambi.

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Nel caso di animali, non potrete chiedere loro di firmare una liberatoria, ma al loro padrone (il legale rappresentante) sì

Nel caso di collaborazione TF, entrambe le parti si accordano per un uso libero del materiale prodotto per soli fini non commerciali: vale a dire che tanto il fotografo quanto il modello possono usare gli scatti per il loro book di presentazione o per una vetrina online, ma non vendere le foto, a meno di un ulteriore accordo sulla divisione dei proventi.

Solitamente per il modello la questione è abbastanza semplice: il fotografo ha le foto, quindi anche il solo fatto che il soggetto ritratto ne sia in possesso dimostra che il fotografo gliele ha cedute, ben sapendo che non le avrebbe certo chiuse in un cassetto (o cartella sul desktop), quindi è quanto meno un buon argomento, in fase di contenzioso, per convincere un giudice che aveva il consenso del fotografo per l’utilizzo non commerciale (se non poteva usarle, perché dargliele?).

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Quando la mia amica Alessia si prestò per qualche foto al mare, le offrii un gelato, le mandai tutte le foto e al successivo Natale le regalai un piccolo fotolibro con gli scatti migliori. Un’idea semplice per ringraziare i vostri modelli TF

D’altro canto, per il fotografo, la cosa può essere un pochino più spinosa. Va detto che, sempre per un uso non commerciale, alle volte ce la si può cavare anche con e-mail in cui il soggetto dichiara espressamente che vi concede l’uso delle foto (io di solito, quando mando le foto ai miei soggetti, lo dichiaro espressamente, per loro garanzia), ma è sempre opportuno ottenere una liberatoria firmata.

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Chiedere la liberatoria servirà anche a presentarvi come dei veri professionisti. Lasciate che i soggetti la leggano e chiarite tutti i loro dubbi

Una semplice ricerca sul web, per esempio con parole chiave “liberatoria time for“, vi permetterà di trovare vari esempi e modelli da modificare e stampare.

Una buona liberatora deve indicare i dati anagrafici delle persone coinvolte, meglio se accompagnate dell’indicazione di un documento di identità valido che le riportano, date e luoghi in cui sono stati eseguiti gli scatti in oggetto, gli utilizzi per cui le foto sono concesse, quelli per cui sono escluse e quelli per cui sarà necessario stipulare ulteriori accordi o richiedere espressamente il consenso, eventuale compenso pattuito o esplicita dichiarazione di gratuità.

Prendete la buona abitudine di custodire le liberatorie in un luogo in cui non si rovineranno e a portata di mano per qualsiasi evenienza: oltre a mantanere una rubrica con i vostri contatti, anche le liberatorie, con i dati dei soggetti, possono servire a rintracciarne uno dopo diverso tempo, qualora voleste proporgli nuove collaborazioni o sviluppi commerciali di quelle precedenti.

 

 

4 pensieri riguardo “Il tempo per un fotografo

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