GDPR e liberatorie

Abbiamo avuto modo di analizzare gli impatti sulla fotografia del GDPR e del decreto 101/19 che armonizza tale regolamento con l’ordinamento giuridico italiano. È evidente che le vecchie liberatorie non bastano più, men  che meno il silenzio assenso (se questo ultimo è mai valso qualcosa). Vediamo allora come deve essere strutturata una liberatoria con le nuove leggi e proviamo a buttare giù una bozza da adattare di volta in volta ai nostri scopi.

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Innanzitutto occorre indicare i nostri dati anagrafici, in modo da identificarci in modo preciso. Per esempio potremmo iniziare con

La/Il sottoscritta/o _____________________ nato/a ____________________ il _______________ e residente a ____________________________
Codice Fiscale ______________________________________
Titolare o suo delegato della ditta _____________________________
Partita IVA ________________________________

L’ultima parte è opportuna se si è titolari o si lavora per una ditta e si può omettere altrimenti. Nel caso sia presente nel modulo fornito e non si abbia la necessità di compilarlo, lo si può barrare.

A questo punto si deve indicare lo scopo del documento, ovvero l’autorizzazione, ai sensi degli articoli necessari

AUTORIZZA

a titolo gratuito, anche ai sensi degli artt. 10 e 320 cod. civ. e degli artt. 96 e 97 legge 22.4.1941, n. 633, Legge sul diritto d’autore, e della legge 19.9.2018, n. 101

Non sono un avvocato, pertanto vi consiglio di verificare che l’elenco delle leggi sia corretto e completo, benché sia abbastanza fiducioso, soprattutto se siete dei professionisti e non dei semplici fotoamatori.

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A questo punto siamo pronti per dire cosa vogliamo autorizzare, ovvero l’utilizzo delle nostre foto. Nel mio esempio, includerò anche dei video, ma sentitevi pure liberi di eliminare (o barrare in fase di compilazione) questa parte, se non per voi necessaria.

l’utilizzo di foto e/o video ripresi in data ________________ presso _______________________ in occasione dell’evento __________________, nonché la conservazione del suddetto materiale negli archivi informatici di/ della ditta ______________________, ubicati presso ____________________________.

Il prossimo passo consiste nell’indicare l’uso effettivo che vogliamo fare delle immagini. Se si tratta di un utilizzo commerciale, probabilmente sarà stato redatto un contratto formale, con tanto di compensi e canali di diffusione, che può essere menzionato:

Tali immagini saranno utilizzate secondo le finalità definite nel contratto in allegato n° _____________________________________________

ma, per una liberatoria per uso gratuito si dovrà indicare l’elenco dei canali su cui si intende diffondere il materiale, sempre a patto che si intenda farlo. Ricordate? Consenso granulare:

Tali immagini saranno utilizzate a titolo gratuito per:

    • Pubblicazione sui social network (Facebook, Instagram, LinkedIn, SnapChat, Flicker, ViewBug, 500px o altro) _____________________________________________________________ ⃣⃣
    • Pubblicazione sul sito web __________________________________ ⃣⃣
    • Pubblicazione su giornali, riviste e libri, online e cartacee, _____________________________________________________________ ⃣⃣
    • Diffusione a mezzo televisivo, cinematografico o web tv _____________________________________________________________ ⃣⃣
    • Esposizione in mostre, gallerie d’arte, musei o altri enti affini ______________________________________________________ ⃣⃣
    • Partecipazioni a concorsi, gare e altre tipologie di gare _____________________________________________________________ ⃣⃣
    • Altro (specificare) _________________________________________ ⃣⃣

Questi sono gli esempi di fruizione più comune per immagini fotografiche e video. Possiamo decidere di ometterne alcune o di aggiungerne altre, ovviamente.

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E ora la parte più “dolorosa”, la possibilità di revoca, insindacabile, dell’autorizzazione che ci è concessa:

La presente autorizzazione potrà essere revocata in qualsiasi momento con comunicazione scritta da inviare a mezzo posta ordinarie all’indirizzo ______________________________________ o email all’indirizzo ________________________________________

La liberatoria non sarebbe completa senza l’informativa sulla privacy, che dovrebbe essere scritta più o meno così

INFORMATIVA SULLA PRIVACY

Gentile interessato, desideriamo informarLa che il “Regolamento Europeo 2016/679 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al Trattamento dei Dati Personali, nonché alla libera circolazione di tali dati” (da ora in poi GDPR) prevede la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali.

Il “Titolare” del trattamento, ai sensi dell’articolo 13 del GDPR, pertanto, Le fornisce le seguenti informazioni:

Modalità di trattamento dei dati: I dati personali da Lei forniti formeranno oggetto di operazioni di trattamento nel rispetto della normativa sopracitata e degli obblighi di riservatezza. Tali dati verranno trattati sia con strumenti informatici sia su supporti cartacei sia su ogni altro tipo di supporto idoneo, nel rispetto delle misure di sicurezza previste dal GDPR.

Obbligatorietà o meno del consenso: Il conferimento dei Suoi dati è facoltativo. Il mancato consenso non permetterà l’utilizzo delle immagini e/o delle riprese audiovisive del soggetto interessato per le finalità sopra indicate.

Comunicazione e diffusione dei dati: Nei limiti pertinenti alle finalità di trattamento indicate, i dati personali (immagini e riprese audiovisive) potranno essere comunicati a ____________________________ a mezzo _________________________ al recapito __________________________________________________

Titolare e Responsabile del Trattamento: Il titolare del trattamento è ______________________________________________. Il responsabile del trattamento è ___________________________.

Nel caso di aziende, invece di indicare un responsabile nella liberatoria, si può far riferimento alla documentazione interna in materia di privacy, come nell’esempio seguente:

I Responsabili del trattamento sono puntualmente individuati nel Documento sulla Privacy, aggiornato ogni anno, e debitamente nominati.

Diritti dell’interessato: In ogni momento potrà esercitare i Suoi diritti nei confronti del titolare del trattamento, ai sensi degli artt. da 15 a 22 e dell’art. 34 del GDPR.

Periodo di conservazione: I dati raccolti verranno conservati per un arco di tempo non superiore al conseguimento delle finalità per le quali sono trattati (“principio di limitazione della conservazione”, art.5, GDPR) e/o per il tempo necessario per obblighi di legge.

La verifica sulla obsolescenza dei dati conservati in relazione alle finalità per cui sono stati raccolti è effettuata periodicamente.

E, ovviamente, ci servono data e firma dell’interessato.

Luogo e data

Firma dell’interessato

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Quella che vi ho presentato è sicuramente una base di partenza più che buona per redigere una liberatoria in linea con la nuova legge europea. Spero vi sia utile per la vostra fotografia.

Potete scaricare la bozza che abbiamo appena creato insieme da questo link in formato ODT. Buona fotografia!

7 pensieri riguardo “GDPR e liberatorie

  1. quando leggo queste cose penso che faccio bene a fotografare solo paesaggi, almeno alle montagne o ai fiori non devo chiedere nulla 😉 Ma dico io non potevano fare cose più semplici, tutta sta burocrazia, che poi voglio dire una foto è un attimo di vita, mica un processo. Io non le capisco proprio tutte queste cose. Ci sarebbe da parlarne per giorni, per fortuna che ci sei tu che le esponi. Fra l’altro mi viene da pensare un sacco di cose, su instagram circolano decine di migliaia di foto, non solo paesaggi, con tanto di persone, anche bambini vedo. Ma tutta sta gente ha compilato moduli? Secondo me molti non sanno neppure di esserci in quelle foto. Mah!!!

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    1. Sono cose rognose, da quanto intuisco credo che il 99% delle fotografie pubblicate ogni giorno sui vari canali online sia privo di questo genere di accorgimenti legali, comunque nella stragrande maggioranza dei casi non accade nulla, il problema può rivelarsi quando della foto si fa un business, ad esempio si vendono o se ne concede licenza d’uso e/o commerciale. Ad esempio se provi a pubblicare foto su siti di stock online, per venderle, sono “estremamente” rigidi con le liberatorie, mi sono visto rifiutare foto anche se le persone ritratte erano in lontananza e del tutto scure, in silhouette, solo sagome nere, irriconoscibili, non avendo allegato la liberatoria. Quando subentra il guadagno la legge cambia ed è severa, diversamente a meno che non si ledano diritti, onorabilità, stima delle persone ritratte, a meno che non se ne faccia un uso commerciale, se ripresi in luoghi pubblici, la liberatoria “non dovrebbe” servire, da quanto so

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