Illusione di realtà

Ogni tanto anche noi parliamo di social network, per gestire al meglio la nostra immagine in rete, per sfruttarne al meglio le opportunità di marketing o per presentarne qualcuno di particolare. Oggi, per l’appunto, vediamo un social network particolare, BeReal, che ci promette quella che semplicemente e utopisticamente potremmo chiamare la realtà.

Forse la mia amica Emanuela stava accidentalmente guardando il panorama… forse no!

Alexis Barreyat e Kevin Perreau hanno lanciato questo nuovo social network nel 2020, inizialmente si è diffuso principalmente nelle università, ma il vero successo il social francese lo sta raggiungendo in questo secondo semestre del 2022, in cui avrebbe superato i venti milioni di utenti attivi al mese. Se ne parliamo su un sito di fotografia è perché la caratteristica principale del social network consiste nell’inviare agli utenti una notifica giornaliera, a un orario casuale, in cui chiede di condividere una foto appena scattata con la fotocamera del cellulare.

No, la piccola Mayra non porta sempre il cappellino

Questo sarebbe il segreto del successo di BeReal, essere, come dice già il nome, la piattaforma in cui mostrare la realtà. In realtà noi sappiamo bene quanta poca realtà il mezzo fotografico garantisca ai suoi fruitori, ma anche prescindendo da questo limite intrinseco, la stessa piattaforma non ce la racconta poi tanto giusta. Basta davvero presentarsi come anti-Instagram, imporre un orario di scatto e vietare i filtri per “scoprire chi sono veramente i tuoi amici nella vita quotidiana“? Forse non del tutto, ma potrebbe essere un inizio… se non esistessero delle ovvie scappatoie.

Date a una bambina un gattone e avrete una foto spontanea

La prima, più ovvia, è la possibilità di aggirare il limite di due minuti dalla notifica entro cui pubblicare lo scatto: possiamo comunque scegliere il momento più “fotogenico” della giornata per mostrarci al prossimo. Poi, è sempre possibile sostituire la foto caricata (con traccia visibile dell’avvenuta modifica, bontà loro). Insomma, la presunzione di realtà sempre e comunque subordinata alla bellezza dei contenuti, che attirano utenti e, soprattutto, investitori, che potrebbero anche accontentarsi di una foto in pigiama, ma un conto è presentarsi stravaccati sul divano, mezzi addormentanti e un conto è fotografarsi in posa sinuosa, mentre si guarda l’ultima serie TV di successo.

Un set semplice, che si può allestire in pochi minuti, in attesa del momento propizio

Perché l’obiettivo dei social network è sempre quello di mostrare la nostra vita come vorremmo che fosse o quanto meno la nostra vita ragionevolmente edulcorata: così ecco che la nostra fotografia “reale” delle 18:00, dopo un’intera giornata di lavoro, ci mostra sorridenti e felici, mentre lasciamo l’ufficio o sorseggiamo un tè caldo e spegniamo il computer usato nel luminosissimo salotto di casa per lo smart-working. Ma è stata davvero quella la nostra giornata?

Le notizie sulla mia morte sono decisamente esagerate

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