Pinterest

Qualche tempo fa ho scritto un paio di articoli sui social network e la fotografia. Il primo trattava in generale la gestione del profilo social di un fotografo, mentre il secondo verteva più sugli aspetti di marketing. In questo articolo, invece, analizziamo un altro modo di usufruire dei social per le nostre sessioni fotografiche e, per farlo, ne vediamo uno in particolare, Pinterest.

Pinterest è usato per prendere nota di ciò che riguarda i nostri interessi

Pinterest è un social network basato sulla condivisione di immagini (non solo fotografie, quindi) e video, che deve il suo nome a due parole inglesi: “pin” e “interest“. L’idea di base è quella di creare delle bacheche in cui appuntare tutto ciò che afferisce a un nostro interesse. Tali bacheche possono essere pubbliche o private e ogni utente ne può creare diverse, una per ogni interesse, in cui salvare le immagini che troviamo nei siti web, come se stessimo appuntando, di fatto, un’immagine in una bacheca fisica.

Girando per la campagna, ci troviamo davanti a un punto blu su uno sfondo marrone e vogliamo appuntarcelo come idea per un set? Con uno smartphone e Pinterest, ci vogliono pochi secondi

Ovviamente, possiamo creare tutte le bacheche pubbliche che vogliamo e mostrare al mondo le nostre immagini. Anzi, dalle statistiche, Pinterest sembra essere il social network più utilizzato dai futuri sposi per trovare idee per il loro matrimonio, quindi molti fotografi possono mostrare il loro portfolio in cerca di tale tipologia di clienti.

Per i fotografi matrimonialisti, Pinterest è un’ottima risorsa

Possiamo, però, tenere qualcosa per noi, creando delle bacheche private, per appuntarci tutto ciò che può essere utile sul set fotografico. Immaginiamo, per esempio, di scattare dei ritratti e di voler spiegare al modello o alla modella la posa che vorremmo assumesse. Magari non riusciamo a spiegarci bene con le parole o la persona che abbiamo davanti non ha molta esperienza come modello, così potrebbe essere utile fargli vedere qualche immagine che rappresenti proprio quella posa.

In alcuni casi, non c’è verso di far stare un modello in posa

Un’immagine vale mille parole, se non lo sappiamo noi… Quindi, perché non approfittare della possibilità di avere sempre con noi le nostre bacheche in tasca, consultandole direttamente sullo smartphone? Potremmo non solo suggerire pose ai modelli, ma anche registrare location per studiarle con calma, annotare costumi, trucchi e acconciature da mostrare ai nostri collaboratori per chiedere di ricrearne di simili o in generale raccogliere fotografie da cui trarre ispirazione.

Un buon libro di pose fotografiche o una rivista di moda possono aiutare sul set, ma non sono pratici come uno smartphone da tenere in tasca

Insomma, la nostra cassetta degli attrezzi può essere davvero molto varia e, se da un lato ogni tanto rinunciamo a dell’equipaggiamento perché troppo caro, dall’altro abbiamo l’opportunità di lavorare meglio, più efficientemente, con poco o nessuno sforzo, anche economico.

Un mini-treppiede da pochi euro mi permette di scattare foto come queste, durante le mie esplorazioni fotografiche

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