Post-produzione per la fotografia di architettura

Sia che utilizziate una fotocamera digitale o che scattiate a pellicola, potreste aver bisogno di ritoccare le vostre immagini. Se usate fotocamere analogiche, avrete bisogno di digitalizzare la pellicola, per poi usare un buon workflow digitale, pratico e ben strutturato. Una volta ottenuti i nostri file digitali, vediamo quali modifiche sono più comunemente richiesti nella fotografia di architettura.

Regolazione della prospettiva

Come abbiamo visto, in fotografia di architettura spesso si usano lenti grandangolari, che, però, accentuano la convergenza delle linee e distorcono fortemente la prospettiva. Per questo, i più comuni software di fotoritocco includono uno strumento apposito per la correzione prospettica. Per esempio in The GIMP la funzione “Prospettiva” consente di tirare, stirare e contrarre gli angoli della foto fino a raddrizzare le linee di fuga. State solo attenti a non esagerare, se non volete ritrovarvi con una foto dall’aspetto artificioso e irreale.

[35959196310_d836a2566e_o] (importata)-25.0 (Colore RGB interi a 8 bit gamma, RT_sRGB gamma sRGB(IEC61966 equivalent), 1 livello)

Esistono anche plug-in e strumenti automatizzati che fanno buona parte del lavoro, molti dei quali a pagamento. Se avete possibilità, provateli, prima di spendere soldi per qualcosa che forse non li vale.

Ritaglio

Dopo la correzione della prospettiva, occorre ritagliare i bordi dell’immagine, per riquadrarla in un formato standard. Per questo, quando scattate una foto che necessita di correzione prospettica abbiate cura di lasciare un po’ di margine che poi potrete ritagliare senza problemi. In alternativa, potete provare a clonare i dettagli vicini al punto da riempire, ma questo ovviamente dipende dalla qualità del dettaglio (se si tratta di un prato o della ghiaia, sarà relativamente semplice, ma se provate a ricostruire un pezzo di automobile avrete una certa difficoltà).

[36148776902_60dabc570f_o] (importata)-28.0 (Colore RGB interi a 8 bit gamma, RT_sRGB gamma sRGB(IEC61966 equivalent), 1 livello)

A ogni modo, ritagliare un’immagine può sempre essere utile. Il metodo più semplice consiste nel selezionare la porzione di immagine che vogliamo e poi ritagliare alla selezione.

Illuminazione e contrasto

Per ovviare ai problemi di illuminazione che possiamo avere sulla scena, tanto in interni, quanto in esterna, possiamo agire sull’illuminazione e il contrasto delle nostre immagini. Possiamo selezionare una porzione di immagine, per esempio il cielo, e operare su essa, modificandola, per esempio scurendolo, oppure modificare l’intera fotografia.

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Lo strumento più utile in tal senso è “Curve“. Esso consente di “prelevare” (selezionare) un punto dell’immagine e regolare di conseguenza tutti i punti uguali, adattando quelli simili. Nell’immagine di esempio ho selezionato quelle che volevo fossero le alte luci e ho alzato il punto corrispondente sulla curva, per schiarirle. Dopodiché ho fatto lo stesso con quelle che voleva fossero le ombre e le ho scurite, per aumentare il contrasto.

Riduzione rumore e saturazione

Se si scatta ad alti ISO o se si eccede con il ritocco dei livelli di illuminazione in post-produzione è facile ritrovarsi con un’immagine piena di rumore, quella sgradevole grana che al limite può essere accettata in bianco e nero, ma a colori diventa decisamente sgradevole. Tutti i tool di fotoritocco offrono degli strumenti di riduzione del rumore, alcuni molto semplici che riducono la nitidezza per sfumare le aree coperte dal disturbo, altri più sofisticati che cercano di ricostruire l’immagine. A tal proposito, spesso nella vostra cassetta degli attrezzi digitale non mancano strumenti per l’aumento della nitidezza, qualora aveste un’immagine un po’ troppo “flou“.

[14794606437_0dac527d75_o] (importata)-34.0 (Colore RGB interi a 8 bit gamma, GIMP built-in sRGB, 1 livello) 4244x2818 – GIMP

Aumentando la luminosità di un’immagine, si rischia di desaturarne i colori. A parte ciò, è sempre possibile che la luce sulla scena al momento dello scatto non fosse particolarmente brillante, magari per un cielo opaco. In tal caso, è possibile saturare i colori in post-produzione. Anche in questo caso, vi consiglio di non esagerare, se non volete incorrere nel rischio di avere delle immagini palesemente artefatte.

2 pensieri riguardo “Post-produzione per la fotografia di architettura

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