L’estate è alle porte, anzi in alcune zone d’Italia è già ampiamente esplosa. Tra poco molti di noi potranno godere di qualche giorno di meritato riposo sotto un ombrellone o su un prato, tra una passeggiata fotografica e l’altra. Se, durante quei riposi, abbiamo voglia di leggere un po’ (di fotografia, magari), ho in mente un paio di pubblicazioni che hanno attirato la mia attenzione e vorrei condividere con voi.

Cominciamo dall’ultima pubblicazione edita in Italia di Joan Fontcuberta, di cui abbiamo già parlato, quando abbiamo affrontato il tema della post-fotografia. Il fotografo catalano ci ha abituato a punti di vista orginali e alternativi, magari non sempre condivisibili, ma comunque degni di attenzione e valutazione. Questa volta affronta il tema della fotografia come indice, scagliandosi, almeno nel titolo, contro un mostro sacro come Roland Barthes e il suo celeberrimo “La camera chiara“.

Il volume si intitola per l’appunto “Contro Barthes – Saggio sull’indice“, edito da Mimes Edizioni, e in esso l’autore si pone la domanda se il “questo è stato” di Barthes sia ancora valido oggi, in cui la posa e la teatralità hanno preso il sopravvento sull’intento documentario e familiare della fotografia.

L’altro volume che vorrei consigliare è un testo autobiografico di uno dei migliori fotografi italiani, Mimmo Jodice, anche lui passato di sfuggita tra le pagine di questo sito, anche se in modo molto più prosaico, quando preso da un’irrefrenabile voglia di scattare, ho scelto di passare un pomeriggio prospero.

In realtà, il fotografo napoletano merita attenzioni ben maggiori del modesto tentativo di scimmiottarne le opere. Per convincercene, basterà leggere la recentissima pubblicazione dell’editore Contrasto books, in cui Jodice, con la collaborazione di Isabella Pedicini, si racconta, presentando al lettore oltre 140 fotografie, da quelle di famiglia ai suoi lavori. Una lettura decisamente coinvolgente e istruttiva, dal titolo “Saldamente sulle nuvole“.

Quale (e quando) che sia la nostra vacanza, approfittiamo per dare spazio alla fotografia, anche con qualche buona lettura.

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