La nostra nicchia

Nell’ultimo articolo ci siamo posti una domanda retorica (era retorica, vero?): sappiamo chi siamo, cosa vogliamo e di cosa vogliamo occuparci? Questo è fondamentale! Se non abbiamo le idee chiare, come possiamo pretendere di convincere qualcuno a sceglierci? Quindi identifichiamo bene la nostra nicchia di mercato e curiamola al meglio.

Ricavarsi la propria nicchia può essere tutt’altro che facile

Abbiamo delle aspirazioni e un talento ben definiti e mirati e abbiamo deciso di puntare su quello: dobbiamo compiere un’indagine di mercato per scoprire qual è lo stato della domanda e dell’offerta riguardo all’ambito scelto. Come in ogni settore, ci sono ditte specializzate che possono fare un lavoro certosino, dietro compenso. Dal canto nostro, possiamo fare una ricerca più grossolana, ma che ci dia un’idea di partenza. Proviamo a inserire delle parole chiave ad hoc in un motore di ricerca e vedere quanti siti web già attivi esistono sull’argomento: questo ci dà l’idea dell’offerta disponibile. Se l’offerta è scarsa, potrebbe darsi che non ci sia molta domanda o potremmo aver individuato un settore non ancora sfruttato a pieno. Insomma, se la domanda non c’è, possiamo crearla?

Qualche anno fa è nata la tradizione dei set pre-matrimoniali. Più che tradizione, si è trattata di una sapiente azione di marketing dei fotografi matrimoniali

A questo punto, dobbiamo scegliere un nome adatto per il nostro brand, qualcosa che rimandi istantaneamente a quello che stiamo offrendo, che sia d’effetto, ma non ampolloso, il più possibile semplice. Quando George Eastman fondò la sua azienda, scelse il nome Kodak solo perché suonava bene ed era facile da ricordare: ottime motivazioni, direi. Già che siamo in argomento, Eastman accompagnò il nome a uno slogan semplice ed efficaceVoi premete il pulsante, noi facciamo il resto“: cerchiamo, se possibile, di trovare qualcosa di simile anche noi!

Comunque Eastman non aveva del tutto ragione

Ora che abbiamo identificato bene chi siamo e cosa vogliamo, possiamo cominciare a muovere i primi passi nella giusta direzione e creare il nostro sito web, magari anche più d’uno, se abbiamo interessi diversi e difficilmente conciliabili tra loro. Valutiamo se, in ciascun sito, inserire dei rimandi agli altri o se preferiamo tenere completamente separati gli ambiti professionali. Data la complessità dell’argomento, comunque, ritorneremo su questo in un prossimo articolo.

Dobbiamo essere al passo con la tecnologia e non solo per promuovere le nostre attività

Tornando, invece, alle attività separate, potrebbe capitarci di individuare due settori in cui siamo bravi, uno che ha poca domanda, ma ci piace di più e l’altro non esattamente nelle nostre corde, ma più redditizio. Questo è proprio uno dei casi in cui, magari, conviene separare le attività, per dedicarci a entrambe, seppure a malincuore: in fondo, anche Vittorio de Sica si dedicava al Cinema dei telefoni bianchi, per finanziare i film che gli piacevano sul serio.

Alle volte le foto che ci piacciono di più non sono le più redditizie

Identifichiamo bene, poi, chi sono i nostri potenziali committenti, insomma definiamo il nostro target. Anche questo aspetto è fondamentale: come facciamo a sapere cosa dire in modo efficace, se non sappiamo a chi è destinato il nostro messaggio? Pensate anche solo a questo: la nostra fetta di mercato deve includere solo l’Italia o anche l’estero? Se vogliamo proporre la vendita online di immagini per biglietti d’auguri e gadget, allora non abbiamo confini, ma, se vogliamo realizzare servizi fotografici su misura, potremmo dover restringere l’area geografica in cui operare. Quindi il nostro sito dovrà essere in italiano, in inglese o, all’occorrenza, bilingue.

Usiamo con i clienti un linguaggio chiaro e adatto a loro

A parte il web, occorre identificare altri possibili mezzi di contatto con i clienti. Ci sono riviste (online o cartacee) specializzate che trattano argomenti di interesse per loro? Forse gli stessi di cui vogliamo occuparci? Facciamo il possibile per pubblicare delle nostre immagini su quelle riviste. Valutiamo anche la possibilità di mettere un annuncio pubblicitario su quelle pubblicazioni. Anche organizzare un’esposizione può essere di grande aiuto. Se vogliamo dedicarci alla fotografia di architettura, potremmo trovare eventi riguardanti il design, per esempio un salone del mobile, e cercare di esporre alcune nostre foto, ospiti dell’organizzazione o di uno degli espositori, cui rimborseremo parte delle spese. Dandoci da fare, miglioreremo la nostra reputazione, così avremo ancora più opportunità di pubblicare sulle riviste e partecipare alle mostre.

Se qualcuno volesse comprare una nostra foto a una mostra? Siamo pronti?

L’idea di associarsi con gli espositori per partecipare a eventi di settore può anche essere estesa ad altri ambiti. Per esempio, potremmo associarci con scuole ed associazioni di fotografia che erogano corsi di formazione e proporsi per tenere un seminario sul genere di fotografia che proponiamo ai nostri clienti. Vogliamo dedicarci alla fotografia di paesaggio? Potremmo cercare un tour operator che voglia organizzare con noi dei tour fotografici in luoghi suggestivi. Infine, non trascuriamo la possibilità di associarci con altri fotografi, specializzati in nicchie diverse dalla nostra, per mettere su uno studio multidisciplinare.

Potremmo organizzare tour fotografici

Per cominciare a guadagnare qualcosa, possiamo dare un’occhiata ai servizi di microstocking, che ci permettono di caricare le nostre immagini e venderle per uso pubblicitario ed editoriale, per esempio. Esistono anche altri siti che realizzano stampe (anche incorniciate) e gadget con le nostre immagini: tali servizi si occupano di creare gli oggetti on-demand e venderli agli acquirenti.

Possiamo realizzare foto per biglietti d’auguri per siti di microstocking

Infine, non trascuriamo il marketing più tradizionale, quindi pensiamo alla distribuzione di volantini e/o biglietti da visita, magari sempre in contesti mirati come gli eventi di settore, in cui stabilire anche un contatto diretto con potenziali committenti. Facciamo telefonate, mandiamo email e cerchiamo di fissare appuntamenti per mostrare il nostro portfolio e proporre progetti.

Troviamo il modo di distinguerci dalla massa

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