Portrait en creux

Lo still life o natura morta è un genere fotografico molto vasto e meno semplice di quanto si possa immaginare, basti pensare alle differenze tra fotografare un gioiello, di cui bisogna rappresentare la brillantezza e il design, e un cibo, di cui bisogna esaltare il sapore e la fragranza… usando solo la vista. È utilizzato in tantissimi ambiti, dal fotoreportage, alla pubblicità… al ritratto, anche se si tratta di ritratti un po’ particolari.

Per esempio, durante le mie pause pranzo a lavoro mi diletto trasformando lo scontrino della tavola calda in piccoli barchette o gru, un innocuo passatempo, mentre aspetto che i miei colleghi finiscano di mangiare, così il mio mangiare velocemente, mi costringe all’immobilità, come una barca su un mare di marmo: la foto nella testata di questo articolo rappresenta una piccola parte di me.

12454 - Jane
La macchina fotografica che porto tutti i giorni con me, uno dei miei libri di fotografia, uno sfondo nero e la monocromia: nessun mio ritratto potrebbe rappresentare meglio me come fotografo e la mia fotografia

È questa l’idea del genere fotografico che i francesi chiamano “portait en creux” e che in italiano suonerebbe più o meno “ritratto cavo”: un’immagine che trasmetta una visione, un’idea di una persona, di un aspetto del suo carattere, di una sua passione, senza mostrare nulla della persona in sè.

1018 - Apollo 11
Un’impressione del luogo dove vivo, la mia passione per lo spazio e la mia piccolissima collezione di monete: un altro po’ di me

Ovviamente non è così semplice rappresentare qualcuno o una parte di qualcuno, in modo simbolico. Occorre essere certi che quegli oggetti, il modo in cui sono disposti, l’illuminazione che li colpisce dicano chi “manca” in quella scena: dovete fare in modo che chi osserva si aspetti che da un momento all’altro una mano sposti qualcosa o un viso faccia capolino in un angolo e, se conosce la persona che volete descrivere, non posso fare a meno di pensare “Ah, ma certo, è lui!”

DSCF1941
Ancora origami, ancora Star Wars, ancora libri di fotografia: nessuno che mi conosce potrebbe mai dubitare che questa sia la mia libreria

Tuttavia, senza essere così estremi, ci si può dilettare in progetti alternativi, stuzzicare la propria creatività, usando solo una parte del corpo di una persona per rappresentarla, rappresentare il suo cagnolino, che a sua volta rappresenterà la sua passione per gli animali, oppure usare la tecnica “en creux” per citare un film o un libro, raccontare una piccola storia o qualsiasi altra cosa vi venga in mente.

1891 - Con il cavallo, contro la torre
Nel film “La rivincita dei nerd 2” uno dei due protagonisti si è rotto una gamba mentre giocava a scacchi e l’altro cerca di rincuorarlo dicendo che andare col cavallo contro la torre è stato un gesto molto coraggioso.

L’importante è sperimentare, divertirsi, portare a casa qualche bello scatto e magari scoprire o far scoprire a qualcun altro degli aspetti di se stessi che ci erano sfuggiti.

7 pensieri riguardo “Portrait en creux

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