Fotografia e Cosplay

Negli anni Ottanta del secolo scorso è esploso un fenomeno molto apprezzato e seguito nel mondo nerd, il Cosplay, termine nato dalla contrazione delle parole costume e play (quindi più o meno traducibile con “interpretazione in costume”). Vediamo nel dettaglio in cosa consiste questo fenomeno e come esso sia allettante per un fotografo.

Un simpatico cosplayer ispirato al personaggio interpretato da Bud Spencer in “Chi trova un amico, trova un tesoro

A dispetto di quanto si pensi, le radici del fenomeno sembra si debbano ricercare negli Stati Uniti degli anni Trenta del secolo scorso, ma fu poi un reporter giapponese nel 1984 a coniare il termine per indicare la pratica di alcuni giovani che si mascheravano per imitare i protagonisti di manga e anime. I giovani otaku (appassionati dei suddetti anime e manga) prendono molto sul serio la loro pratica, arrivando a mettere in scena dei veri e propri giochi di ruolo (e già questo giustificherebbe l’accostamento alla pratica fotografica: qualcuno ha detto tableau vivant?). C’è perfino chi si è dato l’ambizioso obiettivo di ricreare la Contea di Arda.

Fenomeno sempre più diffuso nella cultura nerd, si può definire come la pratica di interpretare un personaggio riconoscibile di una determinata opera culturale pop (fumetto, film, gioco, serie TV, ecc.), indossando un costume che lo rappresenti e imitandone il modo di agire. Ovviamente, sono in seguito nate anche varie forme di associazione per raccogliere cosplayer da tutto il mondo, basti pensare alla Legione 501 e la Rebel Legion per i fan di Star Wars, del Lato Oscuro o del Lato Chiaro, rispettivamente.

Una cosplayer sui generis: riconosciamo il personaggio?

Nata come pratica dilettantistica, si è nel tempo sviluppata, anche grazie alla nascita di vari concorsi, per lo più nell’ambito dei diversi comicon sparsi nel mondo, portando alla formazione di veri e propri professionisti, ammirati per il loro (spesso statuario) fisico (avete presenti i personaggi dei manga e quanto siano solitamente poco vestiti, per esempio?) e per la loro abilità di ricreare costumi (spesso veramente elaborati e ben fatti), perlopiù realizzati personalmente dagli artisti. Dato, infatti, il loro successo nel mondo nerd, che raccoglie sempre più consensi, questi nuovi professionisti, almeno quelli più famosi, riescono per l’appunto a trasformare questa passione in un lavoro, grazie alle sponsorizzazioni, principalmente dai detentori dei diritti dei personaggi che interpretano, ma anche di ditte di costumi, makeup e gadget.

Steampunk cosplayers: non tutti i costumi sono creati ispirandosi a uno specifico personaggio, ma anche a particolari ambientazioni o temi

Potevamo forse pensare che i fotografi si sarebbero tenuti lontano da tutto ciò molto a lungo? Tanto per cominciare, sono gli stessi cosplayer che amano farsi fotografare in posa con i loro bei costumi. Del resto, quale modo migliore per lasciare traccia del loro lavoro? Spesso poi, proprio per la questione delle sponsorizzazioni, la fotografia, intesa come vera e propria fotografia pubblicitaria, diventa fondamentale per ottenere i guadagni necessari, quanto meno a finanziare l’attività stessa di cosplay.

Cosplayer del mezzo-demone Dante dalla serie di videogiochi “Devil May Cry

Tuttavia ci è voluto poco perché la fotografia di cosplay abbattesse le mura del mondo dell’arte ed entrasse anche nei musei. Alcuni dei lavori artistici più famosi in tale ambito sono firmati dalla fotografa cinese Cao Fei, per esempio Cos-Cosplay e Un-Cosplayers del 2004, in cui l’artista esplora la possibilità di evasione dalla vita di tutti i giorni in un mondo alternativo, in cui chiunque può essere qualsiasi personaggio desideri, da Lady Isabel ai Blues Brothers, passando per Batman, Anakin Skywalker, Lamù e il Re stregone di Angmar.

La Legione 501 Garrison organizza spesso marce imperiali ai comicon

Molti cosplayer, soprattutto alle prime armi, limitano comunque le loro fotografie a selfie e brevi video su Instagram e simili, magari anche per documentare il making off delle loro creazioni, ma non mancano veri e propri set fotografici organizzati in location adatte al personaggio (una Vedova nera con un finto fucile di precisione sul tetto di un palazzo o un Gandalf a spasso nei boschi) e alcuni fotografi si dichiarano fieramente esperti e specializzati nel settore.

Ai cosplayer piace anche mescolare personaggi e ambientazioni diverse: in questo caso, personaggi dei videogiochi della serie “Wolfenstein” siedono sul “Trono di spade

A titolo personale, posso solo consigliare di fare un giro con macchina fotografica al seguito al più vicino comicon e, in generale, non lasciamoci sfuggire l’occasione di fotografare questi fantastici soggetti, se ci capitano a portata di obiettivo. Magari, poi, lasciamo loro un contatto, in modo da poter girare loro gli scatti realizzati: sarebbe gentile, da parte nostra.

Cosplayer dalla serie di videogiochi “Jak and Dexter

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