La fotografia permette di congelare il tempo. Può essere un tempo lungo o breve, può essere un breve istante o un’intera azione, ma ciò che un’immagine fotografica racchiude è sempre una porzione di tempo, più o meno fedele alla realtà, congelato nei bordi della nostra inquadratura.

Sappiamo, per esempio, che Henri Cartier-Bresson era un convinto sostenitore, anzi, potremmo dire il portabandiera ufficiale, dell’istante decisivo, il cogliere quel singolo momento che rappresenta il culmine della vicenda da catturare. D’altro canto, un altro grandissimo fotografo, Robert Frank (di cui, pure, abbiamo già parlato), preferiva cogliere ciò che accadeva tra due istanti decisivi.

Sia che vogliamo cogliere un singolo istante, sia che vogliamo indugiare su un tempo più lungo, spesso una buona fotografia è questione di frazioni di secondo… o di millimetri! Vediamo qualche esempio più frivolo, ma comunque adatto allo scopo, come quando avevo deciso di realizzare il mio primo “autosgatto“: per convincere Nana ad allungare la zampina c’è voluto tempo, mentre per cogliere il momento giusto c’è stato a disposizione solo un istante.

Diverso è il caso in cui ci si prepara per un ritratto in posa di un simpatico gattino nero, placidamente adagiato all’ombra di un albero, quando all’improvviso il vento fa muovere un ramo e la dolce bestiola decide di volare come un fringuello per catturare l’improvvisata “preda”. Un caso fortunato!

E poi, ovviamente, ci sono le vie di mezzo, quei casi in cui di tempo per decidere cosa fare ce n’è poco, ma abbiamo comunque un qualche margine di manovra, una possibilità di decidere quando scattare con calma. Cosa che mi è successa qualche settimana fa a Frascati, in giro per la città con alcuni amici, quando ho notato un cane molto vivace che voleva prendere al volo il bastoncino che gli mostrava la sua padrona: ho avuto 2-3 salti a disposizione, per cogliere quello giusto.

Infine, non trascuriamo il caso in cui il momento o il passo decisivo possono salvarci da una situazione spiacevole, come quando a bordo ring si fa quella mezza schivata che ci evita di essere travolti da un pugile alle corde o a una partita di calcetto tra colleghi si evita una pallonata.

