Guadagnare con le storie/2

Come abbiamo visto nel precedente articolo, guadagnare con le storie, intese come fotoreportage, è diventato estremamente difficile. Resta, però, la possibilità di portare la narrative photography in altri contesti, per esempio applicandola al mondo della moda. Anche perché tutto ciò che ruota intorno alla moda è un po’ una narrazione.

La posa, il gesto, l’espressione e la location trasformano una foto di moda in una storia

Ci sono modelli e modelle che diventano vere icone, personaggi, sulla cui vita si concentrano i paparazzi a caccia di gossip. Poi gli stilisti che costruiscono intorno a loro l’aura di artista. E i fotografi? Spesso non sono da meno. Se non altro, molte volte passano un’intera giornata con i modelli, spostano le luci, fanno cambiare pose e acconciature, poi simulano il colpo di genio e scattano la Foto che avevano in mente fin dall’inizio, magari sotto gli occhi del committente estasiato. Il tutto per la fama e la reputazione, cose che in questo ambiente contano molto.

Ho provato a farmi la nomea di artista eccentrico e maledetto, ma non ha funzionato

Anche perché nella moda c’è ancora possibilità di lavorare e guadagnare: qui il fotoamatore di passaggio e il microstocking possono poco, perché il primo non avrà accesso agli atelier e il secondo non può contenere immagini dei vari capi prodotti. Eppure anche nella moda le regole sono cambiate. Quando è nata la fotografia di moda, parallelamente è nata una vera e propria moda per la fotografia, come la chiama Claudio Marra nel suo libro “Nelle ombre di un sogno“: il capo spesso diventava marginale, rispetto all’atmosfera, alle sensazioni che la casa di moda voleva trasmettere ai suoi potenziali clienti, spesso veri e propri fan. Una foto poteva mostrare e non mostrare un vestito, magari solo qualche dettaglio, sfocato o mosso, ma trasmettere un’idea.

Il mosso, lo sfocato, il taglio e l’inquadratura non perfetti sono strumenti del fotografo di moda

Oggi non è più così. Il fotografo di moda è sempre meno artista sui generis, sempre meno libero di sperimentare o giocare con i suoi soggetti. Il capo d’abbigliamento ha ripreso in pieno la sua centralità e deve essere fotografato al meglio, intendendo questo meglio come il modo più obiettivo e oggettivo possibile. Questo perché una volta si acquistavano i vestiti in negozio, quindi, una volta stimolato l’acquirente, questi poteva vedere il capo e valutarlo di persona. Oggi molti vestiti si acquistano online e, quindi, è necessario che la fotografia li mostri bene, nel dettaglio, senza farli sembrare più belli di come sono in realtà o, una volta ricevuti, l’acquirente li renderà indietro, perché inferiori alle sua aspettative.

Il vestito deve essere ben visibile per gli acquisti online

Scattare le foto diventa, dunque, un processo automatico e ben codificato. Gli atelier di moda ormai hanno spesso dei veri e propri manuali tecnici che il fotografo deve seguire per realizzare le immagini che loro vogliono. Anche la post-produzione diventa un lavoro in serie, spesso subappaltato a un altro studio specializzato. Anche per questo, ditte che si occupano di produzione di attrezzature fotografiche stanno realizzando sistemi automatizzati per la realizzazione di foto in serie, soprattutto immagini del capo non indossato da pubblicare sui siti di e-commerce.

Con le opportune luci in studio si può ottenere la giusta illuminazione per evidenziare i dettagli dei capi d’abbigliamento

La concorrenza è spietata, i prezzi si abbassano e la richiesta di qualità resta comunque alta, ma i siti di e-commerce offrono una discreta opportunità di (non eccelsi) guadagni. Qui lo still-life spesso la fa da padrone (si fotografano i capi non indossati), ma non necessariamente. Le immagini devono essere disponibili in tempi brevi e magari restano online poche ore (se sono disponibili pochi capi e vanno via subito), ma, soprattutto i grandi store, hanno bisogno di continuo di nuove immagini.

Per presentare capi e accessori, lo still-life è sempre più frequente nella moda

Anche i negozi più tradizionali hanno oggigiorno bisogno della loro visibilità sul web: se non offrono un servizio di e-commerce, vogliono quanto meno avere una loro vetrina online. Conosco un negoziante che ha un profilo Instagram su cui pubblica ogni singolo modello di scarpa che vende, con indicazione delle taglie disponibili e dei prezzi, il tutto gestito autonomamente. Questa tipologia di negozi e i piccoli store online offrono spesso compensi inferiori, ma ce ne sono molti che potrebbero aver bisogno di noi.

Molte attività commerciali hanno bisogno della loro vetrina online

Insomma, niente più fotografo bohémien che costruisce atmosfere, magari con veri e propri tableau, ma un professionista che fa un lavoro estremamente tecnico. Per l’atmosfera, oggi, restano i backstage e i selfie sulla passerella: può sembrare triste, ma spesso è così. Alcune riviste tengono alta la difesa, ma sono poche e non si sa mai quanto ancora durerà.

Il backstage è ancora libero da vincoli per il fotografo

Chi ha un po’ di soldi da investire vuole, ovviamente, vedere un ritorno d’investimento e, comunque, è estremamente restio a spenderli. Magari ha visto delle foto accattivanti su una delle summenzionate riviste e ne vuole di simili per il suo social marketing, ma resta sconvolto, quando scopre il prezzo di un simile lavoro, arrivando a chiedere, per esempio, a che serva un parrucchiere sul set e se non può usare una sua impegata come modella.

Una buona amica che si presti per dei ritratti è una manna dal cielo, ma un progetto di lavoro deve essere strutturato in modo professionale

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