La prospettiva in interni – Parte 1

Abbiamo già avuto modo di vedere che, nella fotografia di architettura, in interni, il fotografo si trova dentro lo stesso spazio che intende riprendere. Questo limita fortemente la scelta del punto di ripresa, costringendo il fotografo ad accovacciarsi, salire su scale e sedie, schiacciarsi in un angolo o posizionarsi fuori da porte e finestre.

La scelta spesso si riduce a due sole possibilità:

  1. Posizionarsi al centro, per una proiezione centrale con un solo punto di fuga
  2. Posizionarsi in un angolo, per una prospettiva con due punti di fuga
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Una prospettiva centrale permette di mettere in risalto la simmetria degli ambienti

La prospettiva centrale prevede di piazzare la fotocamera proprio sull’asse centrale della stanza, rivolgendo le spalle alla parete più vicina e inquadrando quella più lontana. La parete più lontana si troverà a essere parallela al sensore o alla pellicola e, in questo modo, tutte le linee convergeranno verso un singolo punto di fuga. Con ambienti molto grandi, la convergenza delle linee renderà un forte dinamismo, dato dalle linee di fuga, sopratutto se l’ambiente è simmetrico. In ogni caso, tale convergenza conferisce agli scatti una grande profondità di campo. Va da sè che in ambienti più piccoli tutte queste qualità risultano fortemente attenuate, seppur non assenti, meno quella di pulizia e ordine dello scatto.

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Una prospettiva con due punti di fuga conferisce più dinamismo alle nostre immagini

Se, invece, vogliamo accentuare il dinamismo delle nostre immagini, oppure ci troviamo in uno spazio angusto, che non ci consentirebbe di coglierlo a pieno, se ripreso da una prospettiva centrale, possiamo piazzare la fotocamera diagonalmente rispetto all’asse centrale dell’ambiente e ottenere una prospettiva a due punti di fuga. Sappiamo che una tale prospettiva farà sì che le linee orizzontali sembrino convergere verso due punti immaginari: dobbiamo decidere come scegliere questi due punti, perlopiù in base all’aspetto che vogliamo dare alla nostra fotografia e agli impedimenti che arredi e spazi angusti ci opporranno.

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Potevo scegliere se posizionarmi davanti a questo coro o spostarmi di lato: ho scelto la seconda opzione per far risaltare il chiaroscuro sugli intarsi di legno

Ultimo consiglio, ma non meno importante, nella scelta del punto di ripresa: considerate le sorgenti luminose disponibili. Alle volte siamo obbligati a scegliere una prospettiva, invece di un’altra, per evitare fastidiosi riflessi o per sfruttare una particolare direzione di luce. Sempre che non abbiate la possibilità, spesso in realtà remota, di controllare la luce ambiente. Magari non abbiamo a disposizione faretti e flash, ma possiamo chiudere o aprire un tenda, per esempio.

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Mi piaceva la luce laterale su questo vaso, per la tridimensionalità e per il gioco di riflessi che crea sul soggetto

4 pensieri riguardo “La prospettiva in interni – Parte 1

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