High Graphic vs Low Graphic

Spesso a un fotografo si chiede di realizzare una bella foto, ma cosa fa di uno scatto una bella foto? Una foto ricca di particolari e di colori non necessariamente sarà bella, mentre una foto con una grafica più spartana può essere stupenda. Senza dimenticare l’effetto della fotografia concettuale, spesso esteticamente tutt’altro che bella, eppure di forte impatto emotivo.

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Non c’è nulla di più High Graphic del Barocco

Solitamente in fotografia si cerca di rappresentare ciò che si vede da un punto di vista personale e originale, attraverso una buona composizione, cercando un punto di ripresa particolare, esaltando i colori o la luce, soprattutto nel bianco e nero. Questo approccio è tipico dello stile High Graphic, in cui il fotografo tende a esaltare le linee, le forme, la tensione dinamica dello scatto.

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La scritta, la linee sul muro, la posizione, la postura e lo sguardo della modella accentuano il dinamismo di questa foto

L’obiettivo è quello di catturare lo sguardo, far sì che l’occhio segua un percorso all’interno dell’immagine, se è possibile più d’uno o lo stesso più volte. L’aspetto grafico viene prima di tutto e quindi i colori saranno ben saturi e le inclinazioni estreme, così come estreme potranno essere le lunghezze focali, suprattutto se grandangolari.

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Un’inquadratura insolita per questa statua di Thutmose III ne sottolinea l’imponenza e le linee. Basta poco per aumentare il livello grafico di un’immagine

Anche i formati delle foto saranno più estremi, prediligendo quelli allungati o panoramici, che meglio si prestano a una lettura dinamica dell’immagine, soprattutto se i soggetti sono disposti ai bordi, in posizione, neanche a dirlo, estrema.

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Nella fotografia di moda lo stile High Graphic è il più comune. Il formato 16:9 e il taglio particolare sono tipici di questo stile

Dall’altra parte dello spettro si colloca la fotografia Low Graphic, nata negli anni Settanta del secolo scorso. Essa parte dal semplice principio di rifiutare tutte le regole compositive, per cercare di rappresentare ciò che ci si mostra in una forma del tutto impersonale e quanto più possibile oggettiva.

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Un’inquadratura piatta, con un punto di ripresa standard, fatta con un 50mm: questa foto non ha alcuna pretesa grafica

Per questo il fotografo low graphic prediligerà formati molto più “quadrati“, se non proprio 1:1, quantomeno 4:3 o 5:4, con inquadrature strette sul soggetto, lunghezze focali normali e punti di ripresa neutri. Tutto ciò per eliminare qualsiasi tensione dinamica e concentrarsi solo sull’equilibrio statico.

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Il formato quadrato aiuta a rendere l’idea dell’equilibrio e dell’immobilità del pendolo non funzionante. Anche il bianco e nero è tipicamente low graphic

L’immagine finale deve essere completamente passiva, priva di sorpresa, perciò nessuno spazio è concesso a movimento e colori sgargianti, anzi, non di rado i colori sono desaturati, anche se non fino alla monocromia, che comunque è ampiamente utilizzata.

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Una ripetizione senza punti di interesse è un tratto tipico dello stile low graphic

Una delle poche tecniche compositive utilizzate, sarà la ripetizione, a patto che esse occupino l’intera inquadratura e formino una trama piatta e priva di qualsiasi spunto emotivo.

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Foto minimalista o noia da pausa pranzo di una piatta giornata? Mi piaceva l’idea che la trama del marmo rappresentasse le onde del mare

Ovviamente, tra questi due estremi si collocano diverse sfumature di grigio cui è possibile ricorrere, quando scegliamo l’effetto che vogliamo ottenere con le nostre fotografie. Uno di essi è chiamato Minimalismo, che a prima visto potrebbe sembrare uno stile Low Graphic, ma in realtà non lo è.

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Il fatto che in questa foto sia rappresentata solo una lampada, non ne fa una foto low graphic. La ricercatezza dell’inquadratura la rende, piuttosto, uno scatto minimalista

Se non nato, quantomeno fortemente influenzato dai principi giapponesi del wabi-sabi, dello shibui e dello zen, il minimalismo si rifà alla sobrietà e alla semplicità, ma senza rinunciare alla ricercatezza.

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Un esempio di arredo minimalista. All’apparenza un semplice oggetto, eppure illuminato da un punto luce appositamente studiato per esaltarne le forme

Il campo di applicazione in cui il minimalismo ha riscosso maggior successo è il design, in cui si traduce nella rimozione degli ornamenti, se non del tutto assenti, quantomeno semplici e privi di fronzoli, e in una forte propensione alla funzionalità e alla geometria. Soprattutto la geometria astratta riveste grande importanza e sostituisce tutto ciò che può essere considerato pittorico.

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Geometria e astrazione sono schemi semplici e al contempo potenti, ideali per il minimalismo

In fotografia, oltre a catturare soggetti minimalisti, si può optare per una composizione minimalista per la ripresa di un soggetto che non lo è, collocandolo in un ampio spazio vuoto, per esempio, oppure facendolo emergere dalla nebbia. Giocare con la gemoetria di un edificio, su un dettaglio stretto e, perché no, puntare sull’astrazione.

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Un’inquadratura particolare per sfruttare le geometrie di un edificio e ottenere una foto minimalista

Altro esempio che si colloca a metà strada tra uno stile High Graphic e uno Low Graphic (anche se per molti versi coincide con quest’ultimo) è la fotografia concettuale. Tale stile fotografico prevede di concedere nelle immagini la massima importanza al concetto, al significato, anche sacrificandone la bellezza estetica.

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Molti mi chiedono perché spendo tempo ed energia per questo sito. Forse per lasciare un’impronta. Questa foto non sarà bella, ma vuole esprimere un concetto

Tipicamente concettuali sono, per esempio, molte foto di reportage, basti pensare alle immagini delle vittime di guerra, solo per fare un esempio, o a un servizio sul maltrattamento degli animali.

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Per documentare gli effetti di una discarica abusiva sulla natura circostante, non serve una bella foto, ma una che rappresenti in modo inequivocabile il concetto

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